Come fanno le francesi: "Metodo maman". Pt 1

ottobre 13, 2014




Tempo fa ho finito di leggere il libro Metodo maman di Pamela Druckerman una scrittrice giornalista americana che abita a Parigi ed ha vissuto sulla propria pelle cosa significa crescere un bambino in terra francese.
Mentre leggevo i miei pensieri erano, "si è vero", "anche questo è vero" "mon dieu è tutto verissimo!". I punti principali sono i seguenti.

http://www.studiowestway.comParto. Medicalizzato, non ho mai nemmeno sentito parlare di vasche o docce. Arrivi, ti sdrai nel tuo lettino dove non potrai più alzarti, che il tuo parto duri dieci minuti o venti ore. Ti mettono in monitoraggio e l'anestesista ti fa l'epidurale. Non esiste nella cultura francese il pensiero di partorire al naturale. Alle francesi non piace soffrire, e nemmeno le ostetriche capiscono come si faccia senza, erano basite quando raccontai che se avessi partorito in Italia l'epidurale non era garantita ( ed a volte nemmeno gratis). Una volta nato molti ospedali fanno il room in, ed una infermiera verrà a farvi visita a casa per vedere se le condizioni della mamma e bambino sono ottimali. Se tutto andrà bene non vedrete mai il ginecologo.

Allattamento. Molte allattano, ma quasi nessuna arriva oltre ai cinque o sei mesi, questo perchè non si hanno ore di allattamento (o per lo meno non troppe)  una volta rientrate a lavoro. Socialmente l'allattamento prolungato non è ben visto, considerato un attaccamento morboso tra madre e figlio. Personalmente non conosco nessuno che abbia allattato oltre i quattro mesi. I migliori alleati sono ciuccio, biberon e latte artificiale. 

Creche.  I bambini ci vanno sin da piccolini, questo per lo stesso discorso di prima, le madri già al terzo mese di nascita del bambino rientrano a lavoro. La maggior parte non per obbligo, ma scelta delle francesi di rientrare nella vita lavorativa il prima possibile senza lascia in disparte la maternità. Insomma le cose si complementano e nessuna delle due esclude l'altra. Chi non ha la fortuna di entrare in una creche comunale (quelle private possono costare migliaia di euro all'anno) lasciano i bambini a carico delle nounous, babysitter che si prendono cura di un piccolo gruppo di bambini solitamente nel loro domicilio. Ne incontro tante al parco di mattina quando porto Gael a socializzare con questi bambini. I costi sono ammortizzati dagli aiuti statali che ogni famiglia ha diritto di ricevere.

Cibo. Lo svezzamento francese è semplicissimo. Dal quarto mese si introducono le verdure in purea e dal quinto la frutta. Si andrà avanti cosi fino al sesto mese quando si introdurranno i primi pezzettini di cibo solido, gradualmente passerà a mangiare le identiche cose che un adulto mangia in formato miniature. Dimenticate liofilizzati, farine, brodi, ecc... Spesso al supermercato si trovano piatti già pronti per neonati, e molte mamme li usano per le giornate in cui non hanno tempo di dedicarsi alla cucina.

Sonno. Scordatevi il co sleeping, se l'allattamento è visto male il condividere il lettone sembra assolutamente vietato. Ogni volta che ne parlerete guarderanno vostro marito con una espressione di pena e commiserazione.
Le mamme che ho incontrato facevano dormire i bambini nelle loro culle, anche se si lamentavano o piagnucolavano venivano lasciati nella loro stanza finchè non si addormentavano in totale autonomia. Un metodo Stivil molto soft. I bimbi piu grandi invece vanno a letto tra le 20.30 e le 21, in camera loro e si addormentano soli anche in questo caso. Un po' di coccole e storielle e poi si lasciano da soli con la porta chiusa e una lucina accesa in camera loro.

A settimana prossima per la seconda parte!

( Ho dovuto separare il post in due parti perchè non trovo mai il tempo per scrivere e pubblicarlo per completo, colpa trasloco, bambino e lavoro)

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