L'afa di questi giorni mi porta indietro nel tempo, esattamente ad un anno fa. Ricordo che col pancione e quasi venti chili in piu l'unica cosa che volevo era partorire. E per un periodo di tempo avevo anche perso il senno, discutevo con chiunque provasse a dire che avrei partorito in fretta, che tutte lo hanno fatto e che di dolori non si muore. Se certo, bravi a dire cazzate.
Comunque come dicevo, un anno fa avevo i piedi grossi come cotechini, a malapena potevo camminare (vedi emorroidi), non riuscivo a dormire ed ero ossessionata dai cubetti di ghiaccio. Poi avvenne il giorno tanto atteso, e dopo giorni di false contrazioni anch'io ho dato alla luce il mio piccolo cucciolo di uomo. Ma c'è qualcosa di davvero strano, tutto il tempo che ho trascorso in sala parto era come se non ci fossi, non ero io a partorire, non avevo nessun coinvolgimento emotivo. E' anche vero che ero stremata dal dolore, che la mia mente era completamente offuscata ed avevo un solo pensiero in testa: "tiratemelo fuori!". Non provavo quella emozione di vederlo nascere, non provavo niente se non sollievo quando ormai era finita, finalmente. Cosi la mia mente sottoposta a grande stress fisico ha staccato la spina dai connettori emotivi, ed io ero un automa fissa nel compiere il mio lavoro. Suona un po' esagerato, ma rende comunque l'idea.
Chissà quante hanno avuto parti difficili, oppure come me erano emotivamente vuote. Penso che nelle situazioni di gran ansia, paura, stress molti di noi hanno vissuto momenti in terza persona, hanno ricordi offuscati o completamente assenti. Ho vissuto il mio parto in tal modo, molte cose nemmeno le ricordo. Non ricordo assolutamente il secondamento, non ricordo nessuna voglia di spingere, non ricordo cosa io e mio marito abbiamo parlato per undici ore in stanza.
A volte va cosi, uno sogna il parto super emotivo, lacrime, baci e sguardi ed invece finisce che nemmeno hai realizzato che eri proprio tu che partorivi.
- luglio 22, 2013
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